Al capezzale del Comune sabato, per oltre quattro ore, c'erano tutti.
Amministratori vecchi e nuovi, sindacalisti, ex sindaci, deputazione locale, politici, partiti e giornalisti, nella conferenza cittadina promossa, in vista delle prossime amministrative, da un periodico locale. Lo scopo dell'incontro, il primo che si tiene con tutte le forze interessate, erano quello di esaminare la grave crisi sociale e soprattutto economica in cui si dibatte la città ormai da oltre un decennio.
Sono stati esaminati tutti i problemi della città che di irrisolti ne ha proprio diversi e qualcuno ha abbozzato gli eventuali rimedi e i programmi che dovrebbero portare la città fuori dalle secche dell'immobilismo. Si è parlato del «calderone politico-amministrativo» che vedrebbe buona parte dei partiti impegnati in un programma comune. C'è stato qualche distinguo (la contrarietà di Caruana e l'incerta del Pd) per una autentica ammucchiata. Non è stato fatto alcun cenno alle liste e ai possibili candidati a sindaco. Pare che sia ancora presto. Tutte le forze politiche hanno messo il dito sulla pesante crisi dell'agricoltura, settore portate dell'economia locale. Molte aziende agricole hanno chiuso i battenti perché le spese di conduzione superano di gran lunga il ricavo della vendita dei prodotti. La crisi è in tutti i settori: dalla sanità alla nettezza urbana, all'acqua, costosissime per i bilanci familiari. L'artigianato non c'è più e il turismo è di là ancora da venire.

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