Scritto da Gerlando Giugno Venerdì 01 Giugno 2012 11:27
Stessi punti fatti (84) e stesso risultato ottenuto (la vittoria), per il resto il paragone tra gara 1 delle semifinali scudetto play off giocata due giorni prima e gara 2 si ferma qua. La partita tra EA7 Emporio Armani Milano e Scavolini Siviglia Pesaro è una partita diversa, più equilibrata di quanto non dica il punteggio finale di 84 a 68 e piena di capovolgimenti di fronte. Sicuramente è più divertente da vedere rispetto all’altra semifinale che vede opposte Siena e Sassari dove i toscani stanno mettendo in scena un monologo.
Come detto partita completamente diversa da quella andata in scena appena due giorni prima. Il primo quarto di gara è fondamentalmente la sagra delle palle perse: alla prima sirena saranno sei i palloni persi da Milano e ben sette quelli di Pesaro. Cook ed un ottimo Bourousis provano l’allungo per Milano, Jones Jumaine risponde con una tripla al tentativo di allungo dei locali e nel segno dell’equilibrio il quarto termina 17 a 16.
Il secondo quarto ha un solo protagonista: Daniel Hackett. Il giocatore di Pesaro e della Nazionale si prende le luci della ribalta dopo una post season in ombra e realizza dieci punti, la metà del bottino totale del parziale marchigiano, con percentuali mostruose: 100% dall’arco e 66,7% nei tiri da 2. Milano appare in difficoltà anche probabilmente alla luce del fatto che dopo appena tre minuti ha già esaurito il bonus. La difesa di Pesaro è ben costruita e concede poco, Fotsis tenta di riportare in parità il parziale ma la sua tripla a tre secondi dalla fine non sortisce gli effetti sperati e così Milano va negli spogliatoi in svantaggio, due giorni fa era avanti di dieci.
Ancora una volta le emozioni maggiori arrivano dal terzo parziale di gioco: mentre in gara 1 Pesaro fu protagonista di una clamorosa rimonta che per poco non costava la sconfitta per gli uomini di Scariolo questa volta Milano, trascinata da un grande Mancinelli, schiaccia gli ospiti che sembrano essere Hackett dipendenti: solo due punti per lui e la squadra va giù. Sono i lunghi a suonare la carica in un quarto molto nervoso e difficile da gestire per l’ottima terna arbitrale che ha dovuto fare i conti con un principio di rissa ed un canestro annullato a Bourousis dall’istant replay. 64 a 55 alla fine del terzo periodo con Milano che conferma di essere più bella quando esce dagli spogliatoi che non dopo la palla a due.
L’ultima parte di gara è poco più che una gestione da parte dell’EA7 Emporio Armani Milano e non c’è niente da segnalare di eclatante. Prossimo appuntamento dopodomani all’Adriatic Arena che farà registrare il tutto esaurito. Pesaro sembra con le spalle al muro ma si trova nella stessa situazione dei quarti quando, contro Cantù, perse le prime due gare e ribaltò l’inerzia proprio dalla prima gara di casa. A Milano fanno gli scongiuri, a Pesaro sognano il bis. Domani vedremo che emozioni riserverà questa entusiasmante semifinale.
Gerlando Giugno
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