Elezioni Agrigento, il sindaco uscente Marco Zambuto mette tutti in fila: ballotaggio con Pennica

Politica - Agrigento e Provincia

Marco Zambuto ha messo tutti in riga. Ha praticamente dominato il primo turno del ballottaggio per ritornare ad amministrare la città di Agrigento. Addirittura all'inizio dello spoglio si è pure pensato che potesse raggiungere l'elezione diretta, ma alla fine della serata il suo risultato si è attestato al 39,32 %. Un ottimo risultato, se si considera che gli altri concorrenti si sono dovuti dividere in quattro il rimanente 60 per cento.

Così il primo avversario, ovvero l'avvocato Totò Pennica, si è attestato quasi al 22,42%; Mariella Lo Bello quasi al 17%; Giuseppe Arnone all'11% e Gianpiero Carta quasi al 10%.
Come avviene sempre in questi casi i dati definitivi si sono conosciuti a tarda sera, ma sin nei primi momenti, come dicevamo, si è subito capito che Zambuto andava con una marcia in più. Addirittura a un certo punto si è pensato che potesse farcela al primo turno, com'è avvenuto a Sciacca. Ma nel prosieguo delle operazioni di spoglio, si è visto che Zambuto, pur ottenendo un risultato che andava ben al di la delle previsioni, non sarebbe riuscito a venire riconfermato al primo turno, ma avrebbe dovuto riprendere la competizione elettorale, anche se questa volta solo con l'amico-collega avvocato Totò Pennica.

Un avversario che però è distaccato di quasi 18 punti percentuali anche se, come ha sottolineato lo stesso Pennica a commento del risultato raggiunto, il ballottaggio è una nuova campagna elettorale e l'esperienza di cinque anni fa tra Zambuto e Camilleri, ne è una conferma. Ma non è solto questo che fa pensare alla possibilità di un'esperienza nuova.
Ci sono altri elementi che riguardano l'aspetto politico, sia nel centrodestra che nel centrosinistra.

Intanto i partiti del primo schieramento che evidentemente non sono stati trascinanti per Pennica. In questo caso, o i partiti si richiamano i propri uomini e rivedono le loro strategie, oppure c'è la possibilità che Pennica decida di spogliarsi di inutili fardelli.
Discorso diverso invece per centrosinistra, che in questa campagna elettorale aveva tre candidati sindaco che si sono praticamente annullati. Il Pd era con Mariella Lo Bello, Sel, Italia dei Valori e Rifondazione Comunista erano con Gianpiero Carta e Arnone è certamente espressione del centro sinistra, anche se con una lista civica. Difficile un accordo tra di loro anche nel ballottaggio, ma se qualcuno non decide di accordarsi con uno dei contendenti, allora Agrigento non avrà una rappresentanza del Centrosinistra al Comune.
I big della politica non sono scesi in campo a commentare i risultati. Ne i vincitori e nemmeno gli sconfitti, quasi a mantenere una distanza fra i partiti e i candidati. Pochissimi hanno fatto brevi apparizioni nelle tv locali per qualche battuta, ma niente di più.
Da segnalare, comunque, che alla fine della campagna elettorale tutti e cinque i contendenti sono usciti mostrando un grande fair play, sia i vincitori che gli sconfitti.
Pur mostrando soddisfazione o amarezza, hanno accettato la decisione della cittadinanza e non hanno inveito contro gli avversari com'era avvenuto invece durante la parte finale dello scontro elettorale.
Ma come detto, ora si torna nell'arena, vedremo quali saranno le strategie per i prossimi quindici giorni.

 

Stelio Zaccaria

Da: LA SICILIA  - 8 maggio 2012