Domenica 04 Marzo 2012 16:51
Confessione shock del giovane montallegrese arrestato per l’efferato omicidio della pensionata romana Giovanna De Rossi. Inchiodato dai gravi indizi raccolti dai carabinieri del nucleo operativo di Agrigento e del Ris di Messsina nel corso di un’inchiesta che non ha visto un momento di pausa, Leonardo Iatì, 21 anni, ha vuotato il sacco.
Una confessione lucida per alcuni versi, meno convincente per altri. “Si, l’ho uccisa io”, ha subito risposto al Pm Antonella Pandolfi e dal Gip Stefano Zammuto. Questa la ricostruzione dell’interrogatorio: “Non avevo pensato di commettere tale crimine. E’ accaduto tutto per caso. Ho bussato alla sua porta. Era il sei novembre. La donna mi ha aperto, mi ha fatto accomodare e mi ha offerto un caffè. Ci siamo messi a chiacchierare. Era affabile, gentile. Mi ha anche invitato a pranzo. Mi ha cucinato la pasta. Vedendo tanta gentilezza le ho detto: sono in difficoltà economiche. Mi aiuti? La De Rossi ha posto un rifiuto. “Non so come aiutarti, disse, anche io ho problemi economici”. Mi sono innervosito, ho perso la testa e ho cominciato a colpirla. Alla testa, al volto. Era tramortita. Poi con il vaso di vetro ho continuato a colpire. Ero senza guanti. Ed ero come se fossi in trance”.
Iatì nella sua confessione ha spiegato che non ha voluto depistare le indagini e non ha inscenato riti macabri per sviare le indagini dei carabinieri. “Tutto quello che è avvenuto dopo aver ucciso Giovanna De Rossi – ha affermato – è stato frutto dello stato confusionale in cui mi trovavo. Avevo perso la testa e non sapevo quello che facevo. Avrei voluto costituirmi – afferma il giovane assassino. Dopo un anno dal delitto avevo maturato questa decisione. Troppo grande il peso sulla coscienza, il rimorso. Poi mi sono avvicinato alla chiesa evangelica, ho cominciato un percorso diverso. Ma non sono riuscito a presentarmi ai carabinieri. Dopo l’omicidio, racconta ancora Iatì, ho rovistato in tutta la casa alla ricerca di soldi e preziosi. Infine, mi sono lavato in quella casa. Ho tolto tutte le macchie di sangue che avevo nelle mani e sul corpo. Sono uscito da quella abitazione e sono andato a casa mia. Ai miei genitori ho detto di essere stato fuori con degli amici”.
Per il Pm Antonella Pandolfi e per il Gip Zammuto il caso è chiuso. Si procederà con la richiesta di giudizio immediato.