E ora “scacco matto” a Falsone. Intanto Fontana è indagato per truffa, abuso e falso
Cronaca - Agrigento e Provincia
Scritto da Grandangolo   
Venerdì 25 Luglio 2008 21:16

enzo fontanaUn’indagine della procura della repubblica di Agrigento a carico di Enzo Fontana, ex presidente della provincia regionale di Agrigento e neo eletto in parlamento. Sul suo conto sono stati ipotizzati i reati, in concorso, di abuso d’ufficio, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati e in autorizzazioni amministrative.

Ne dà notizia il numero 30 di Grandangolo, il giornale di Agrigento, diretto da Franco Castaldo, da oggi in edicola. Come di consueto due pagine vengono dedicate alle vicende mafiose.

Giuseppe Falsone, il boss latitante di Campobello di Licata e capo della famiglia mafiosa provinciale è alle corde. E’ praticamente solo, dopo il pentimento di Calogero Sardino e le retate antimafia che hanno permesso di catturare i suoi fiancheggiatori polizia e carabinieri sono sul punto di catturarlo e anche tra i boss, l’evenienza viene data per scontata. 

falsoneFalsone, secondo Gino Guzzo e Mario Davilla, latitante per molto tempo nella zona compresa tra Ribera, Burgio e Lucca Sicula, starebbe taglieggiando persino i “viddani” al fine di fare soldi e assicurare a se stesso ed alla sua famiglia un futuro senza problemi economici. E nella caccia ai boss ovvero nel tentativo di individuare gli organigrammi mafiosi della provincia di Agrigento sono intervenuti persino i Servizi Segreti che avrebbero contattato proprio Mario Davilla al fine di farsi indicare le nuove gerarchie di Cosa Nostra in cambio di aiuti economici e aiuti nei processi che lo riguardano.

Intanto, dall’operazione “Scacco matto” emergono nuovi e inquietanti spunti investigativi che affondano le radici all’interno della Regione Siciliana e il comune di Montevago. Per i giudici della DDA, alla Regione ci sarebbero funzionari infedeli, pronti, dietro regalie o compensi, a fare favori ai mafiosi. A Montevago, invece, sempre secondo i giudici, la mafia locale avrebbe appoggiato l’attuale sindaco, Domenico Barrile per poi presentare il conto ad elezione avvenuta.

 

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