LIBERA INFORMAZIONE. Incontro nella Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato
Cultura e Società - Iniziative e manifestazioni
Scritto da ComuniC@lo   
Sabato 06 Giugno 2009 00:33

casa memoria felicia e peppino impastatoMercoledi 10 giugno alle ore 21 incontro nella “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato” a Cinisi.

La casa-museo si trova in Corso Umberto al n.220 “ci incontreremo – spiega il comunicato dell’associazione Peppino Impastato - per informarci ed informare, con la proiezione del documentario “Come un uomo sulla terra” (di Andrea Segre, Dagmawi Yimer, Riccardo Biadene), l'allestimento della mostra “Gli altri” (ritratti di uomini scattati dal fotografo Paolo Caravello che chiedono solo di esistere in quanto tali), gli interventi di Totò Cavaleri del Laboratorio Zeta-Palermo, di Reda Berradi mediatore culturale e dei giornalisti Rino Cascio e Stefano Galieni”.

“La difesa dei diritti fondamentali dei migranti, la lotta contro tutti i generi di discriminazione ed il rispetto dei trattati internazionali, del diritto comunitario e della Costituzione italiana che riconoscono il diritto di asilo e la protezione internazionale dei rifugiati , sono strumenti essenziali per garantire la legalità e la sicurezza di tutti. Le scelte liberticide e proibizioniste dei governi che chiudono ai migranti le vie di ingresso legale ed effettuano respingimenti collettivi, vietati a livello internazionale,  verso i paesi che non rispettano i diritti dell’uomo, ed in particolare il diritto di asilo, costituiscono un regalo fatto alle mafie che speculano sulla domanda di mobilità delle persone, con frequenti collusioni tra le organizzazioni criminali e le autorità che nei paesi di transito sono preposte ai controlli di frontiera.

Non è inoltre un caso se nel pacchetto sicurezza sono previste misure, come la reintroduzione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale che, per come saranno rimesse alla discrezionalità dell’autorità di polizia, riducono sensibilmente le garanzie di libertà di tutti, cittadini e migranti. Altre norme aggraveranno considerevolmente la posizione di chi è costretto ad occupare una casa o uno spazio sociale spinto dal bisogno. I più esposti a subire sanzioni penali, anche in questo caso, saranno gli immigrati.

Noi non respingiamo. Non respingiamo verso l’inferno libico e non respingiamo verso i ghetti dell’esclusione sociale, al contrario di quanto stia facendo in questi mesi il governo italiano con l'aggravante dell'introduzione del reato di immigrazione clandestina. Le politiche segregazioniste agevolano lo sfruttamento e il lavoro clandestino, fino a casi sempre più presenti di vera e propria schiavitù. Noi difendiamo le libertà democratiche ed i diritti sociali di tutti, cittadini e migranti, come condizione imprescindibile per garantire sicurezza, sicurezza sociale.

Il forsennato attacco all’autonomia della magistratura e la sottrazione dei poteri di indagine prima assegnati all’ordine giudiziario ed affidati adesso all’autorità di polizia, rischiano di diminuire l’area del controllo giurisdizionale, garantito dalla Costituzione, sui provvedimenti amministrativi che limitano libertà fondamentali come la libertà personale, la libertà di manifestazione e di espressione del pensiero.

Di fronte a questi pericoli le necessità democratiche di tutti, cittadini e migranti, occorre una mobilitazione straordinaria, la ricostruzione di legami sociali dal basso, una pratica quotidiana dell’incontro e della condivisione tra chi agisce nelle lotte sociali e le comunità migranti, la riunificazione delle forze di opposizioni autenticamente antagoniste rispetto al disegno restauratore delle destre al governo.  Siamo contro tutte le organizzazioni criminali o simili, dai trafficanti  ai poliziotti collusi nei paesi di transito, dalle mafie che sfruttano il lavoro irregolare e condizionano il consenso popolare in Italia ai governi corrotti e razzisti”.